Come scegliere la facoltà da frequentare – di Laura Castagna

Due madri parlano delle scelte dei propri figli, una contenta una meno, vediamo chi delle due ha ragione nel giudicare le scelte del propri figli.

“Che facoltà frequenta tuo figlio?”, chiede la prima.

“Ah, sai mio figlio è dotatissimo e  abbiamo voluto fare  uno sforzo economico , tutta la famiglia, abbiamo deciso di investire  sul futuro e lo abbiamo iscritto alla Luiss, sai una Università privata è sempre una garanzia”, risponde la seconda.

“Capisco”, risponde la prima signora arrossendo un po’, “noi non ce lo siamo potuto permettere e siamo stati costretti … e lui non ne ha voluto sapere di fare Giurisprudenza o Economia; niente! si e messo in testa di volersi iscrivere a lettere,  alla Sapienza… e che vuoi fare, tutta la famiglia a dirgli ma che ci farai mai con Lettere, antiche poi! Dimmi tu a che servono? Pensi Archeologia eh, che di cocci non ce ne abbiamo già abbastanza! Sa i figli da piccoli sono guai piccoli e poi guai grandi”.

Meno male che quel ragazzo non ha dato ascolto alLa sua famiglia, negando la sua passione perchè udite: Archeologia della Sapienza è risultata essere la migliore facoltà al MONDO. E quei cocci che va cercando rappresentano il nostro glorioso passato, ma anche il nostro possibile e sostenibile futuro economico, di un’industria culturale che è amata veramente in tutto il mondo. Quindi turismo legato a bellezza coniugata in tutto il suo declinabile. Una ricetta che sembrerebbe semplice.

Il professor Enzo Lippolis  ci ha lasciato prematuramente,  dopo aver lavorato con il suo staff e con tutta la Sapienza di Roma, per donarci i suoi lavori svolti a Pompei, insieme all’Università Vanvitelli di Napoli, l’Istituto Germanico di Roma e l’Università Tor Vergata in accordo ovviamente con la Sovraintendenza. In una delle sue ultime interviste ci ha parlato appunto della necessità di ampliare il piano della conoscenza della città, approfondendo le fasi preromane, in un lavoro che vede protagonisti i giovani archeologi, i ricercatori, l’accademia,  in un progetto di gestione del patrimonio in stretto rapporto con la comunità. E’ così che si è ritrovata ad esempio fuori dagli scavi una tomba monumentale con lunga epigrafe di 4 metri su 7 registri narrativi, che ci permette di conoscere diversamente gli ultimi decenni di Pompei. Una scoperta che ci fa riflettere e che emerge da questa epigrafe : nella Roma pompeiana l’ascensore sociale era possibile; infatti la tomba monumentale era del figlio di ex liberto che racconta essere solito offrire banchetti appunto luculliani.

Nei nostri tempi l’ascensore si è fermato! Masse di giovani gridano: “ascensore…”

La riscrittura degli ultimi mesi di Pompei, conducendo nuovi scavi  rendono  il sito archeologico, se è possibile, ancor più  affascinante. Far rinascere a lustro una Università non è cosa da poco merita più di pochi trafiletti sui nostri giornali, merita un po’ di attenzione e orgoglio. Senza retorica con scaramanzia forse ce la possiamo fare, a far passare sta’ nuttata.

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Addio Pediatra di base

Tutti i partiti vecchi e nuovi sembrano concordare che gli italiani non siano degni di continuare ad esistere, e che la nostra bella patria possa meglio prosperare senza di noi. Perché oltre alle culle vuote, alla riduzione degli asili nido che si trovano solo alla trasmissione “chi l’ha visto”, adesso siamo arrivati all’estinzione dei pediatri. Grazie a mirabolanti programmazione universitarie, che ogni anno impegnano Ministero della Salute, Ministero dell’Università, Regioni, Associazioni professionali, Conferenza Stato Regione in tavoli di negoziazione, abbiamo costretto giovani medici a rinunciare a iscriversi a Pediatria in favore di altre specialità.  Questo su base di probabili bisogni di salute, crescite demografiche, pensionamenti, ecc. ecc.

Algoritmi sicuramente da correggere perché un’emergenza simile ci fu già nel 2016/7 con i rianimatori-anestesisti. A dire il vero non siamo soli ad incorre in questi errori , in Francia si sono verificati episodi incredibili di  anestesisti sequestrati in ospedale per settimane perché indispensabili per le operazioni d’urgenza, con addirittura il suicidio di una dottoressa per stress lavorativo. Riprendendo il tema a me caro: l’università, sembra proprio che a fronte di molti disposti a fare sacrifici le opportunità siano loro negate, quelle che in più darebbero opportunità lavorative vere ed immediate.

 Alla prossima influenza chi visiterà i bimbi con la febbre a 39?

Si attendono numeri elevati di pensionamenti di pediatri nonostante la legge Fornero! Proprio per  l’anno prossimo. Possiamo sperare che sui barconi del mediterraneo ci siano pediatri in fuga da Boko Haram. Improbabile.

Altri pediatri della UE verranno difficilmente a lavorare in Italia perché si guadagna troppo poco con troppi pazienti di cui farsi carico. Ci vogliono 4 anni perché un laureato in medicina diventi pediatra… genitori se ne avete uno tenetelo stretto!

A volte creare posti di lavoro è più semplice di quanto possa sembrare, magari leggendo la realtà più direttamente e attraverso meno tavoli negoziali e algoritmi portatori di interessi particolari e rispettando anche le richieste di formazione degli studenti. Quanti giovani che avrebbero fatto il pediatra con amore ho conosciuto! Adesso stanno recriminando contro scelte assurde, magari abilitati in specialità per cui non c’è richiesta. Un esempio: continuiamo a formare Ostetriche che se vogliono lavorare vanno in UK e in Spagna, dove comunque sono molto apprezzate; altrimenti non hanno alcuna probabilità di svolgere la loro professione in Italia. Questa emergenza coinvolgerà presto, denunciano le Associazioni dei medici, i medici di base e di nuovo gli anestesisti che mancheranno in numeri raccapriccianti, che non riporto per evitare crisi di panico. Numeri che possono fare saltare l’attuale modello di sanità pubblica.

Ribadisco che i medici non nascono sotto i cavoli e per formarli ci vogliono 10 anni, non rappresenta un risparmio non sostituire gli attuali medici di base, perché le persone comunque quando stanno male si rivolgono ai Pronto Soccorso e i costi delle prestazioni di questi valgono almeno 100 volte di più. Quindi si nega il futuro ai giovani così, si peggiora la salute e si aumentano i costi. Per anni non si è investito un soldo bucato sulle Università e questo è il bel risultato.

Eppure tutti gli anni migliaia di giovani tentano il test a medicina, inutilmente perché i posti sono veramente pochi. Pochi per i futuri malati, che saranno tanti I quanto gli Italiani invecchiano i e quei pochi giovani che abbiamo li cacciamo via a pedate.            Ciao ciao giovani, ciao ciao pediatri !